(ASCA) - Roma, 17 lug - Le nuove tecnologie e il web sono sempre piu' una minaccia per i minori. A confermare questa preoccupante tendenza un dossier presentato questa mattina nella sede dell'Italia per il Parlamento europeo dall'esponente Pdl, Roberta Angelilli e dal direttore della Polizia Postale italiana, Domenico Vulpiani. In Italia la lotta alla pedofilia, il cui mercato on-line e' stimato oltre i 4 miliardi di dollari, ha portato alla cancellazione di 177 siti pedopornografici, e altri 11mila i cui server erano di altra nazionalita' sono stati segnalati dai rispettivi organi di polizia all'estero. Nell'ambito dell'attivita' svolta dalla Polizia postale italiana, al giugno 2008 in manette sono finite 205 pedofili mentre oltre 4mila risultano denunciate. La polizia postale italiana ha inoltre fornito ai provider una black list di siti che ad oggi contiene 163 indirizzi. Leggendo i dati a livello nazionale emerge che la Lombardia e' la regione con il piu' alto rischio di pedofilia, con 121 decreti di perquisizione domiciliare attivati su segnalazione di telefono arcobaleno. In questa speciale classifica, in cui si conferma come il Nord Italia sia l'area piu' a rischio pedofilia, il Lazio si classifica al terzo posto con ben 61 decreti di perquisizione nel solo 2007. Numeri che segnalano una costante crescita del fenomeno come spiega anche un'indagine condotta dal Moige che fotografa una realta' preoccupante sulla disinformazione delle famiglie riguardo alla pedopornografia. Sebbene il 76% dei genitori del Lazio risultano preoccupati dall'emergere del fenomeno, soltanto un genitore su dieci sa riconoscere le caratteristiche di un atto pedofilo, e solo un genitore su due affronta l'argomento con il proprio figlio. A preoccupare e' anche il dato sulla consapevolezza dei pericoli che possono sorgere dal web: solo il 5% ritiene la rete un luogo a rischio pedopornografico.
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