ROMA (Reuters) - Il neo ministro leghista per la Semplificazione, Roberto Calderoli, si dice pentito per le conseguenze innescate dal gesto con cui nel 2006 mostrò una maglietta con vignette che ritraevano il profeta Maometto attirandosi le critiche del mondo islamico.
"Mi sono pentito per le conseguenze che ha determinato e per il significato diverso che è stato attribuito. Il mio era un messaggio di pace e di avvicinamento tra le religioni monoteiste ma è stato interpretato in maniera diversa", ha dichiarato Calderoli alla trasmissione Panorma del giorno di Canale 5.
Ieri sera, dopo il giuramento di Calderoli come nuovo membro del governo di Silvio Berlusconi la Libia ha annunciato, in segno di protesta, la rottura dell'accordo siglato con Roma per prtoteggere le coste italiane dall'immigrazione clandestina africana.
"Mi auguro che oggi non ci siano dei problemi legati ad una cosa del passato che dovrebbe essere considerata come un incidente chiuso. Oggi dobbiamo sistemare quello che è per il bene dei nostri cittadini e per il bene di tutti", ha commentato ancora stamattina Calderoli.
Sabato scorso Saif El Islam, figlio del leader libico Muammar Gheddafi, aveva minacciato ripercussioni sulel relazioni tra l'Italia e la Libia nel caso di un ingresso dell'esponente leghista nel nuovo esecutivo.
Poco dopo il gesto di Calderoli del 2006 diversi libici rimasero uccisi in scontri con le forze di sicurezza a Bengasi, dove una folla inferocita diede fuoco al consolato italiano. Calderoli, indicato come l'indiretto responsabile per quell'episodio, dovette dimettersi da ministro.
A RISCHIO ACCORDO ENI IN LIBIA, DICE STAFFETTA
Stando a quanto scrive, citando fonti diplomatiche libiche, la Staffetta petrolifera, quotidiano online specializzato nelle notizie sull'energia, la reazione di Tripoli prevederebbe anche "il blocco dei visti per l'ingresso degli italiani in Libia e la cancellazione dell'accordo strategico tra Eni e la compagnia di stato Noc, siglato lo scorso 16 ottobre a Tripoli.
Non è esclusa anche, come gesto estremo, la nazionalizzazione delle attività dell'Eni in Libia".
La Staffetta ricorda che l'accordo strategico fra Eni e Libia prevede il prolungamento per 25 anni dei contratti petroliferi in essere e investimenti congiunti per 28 mld di euro in 10 anni. Nel campo del gas, è previsto il raddoppio da 8 a 16 mld mc/anno della capacità di export dell'hub di Mellitah, di cui 3 mld interesseranno direttamente l'Italia.
L'accordo prevede nel contempo una riduzione, a favore di Noc, della quota di greggio trattenuto da Eni a copertura degli investimenti.
Sempre in Libia, per il giacimento di Elephant, Eni è in trattative con la russa Gazprom per cederle parte della sua quota.
Un portavoce di Eni non ha voluto commentare la notizia.
Le azioni del Cane a sei zampe sono in marginale ribasso (-0,2%) in un mercato in calo di oltre l'1%.
Intanto, il ministero dell'Interno libico ha detto di attendersi un incremento nel numero di clandestini dai paesi dell'Africa sub-sahariana che cercheranno di raggiungere l'Italia passando per le coste libiche quest'estate.
La lotta all'immigrazione clandestina è uno dei cavalli di battaglia del governo di centrodestra e in particolare della Lega.
Alla domanda se è vero che uno dei prossimi provvedimento del governo prevede espulsioni più rapide per gli immigrati che non dimostrano di avere un reddito e abitazioni regolari Calderoli risponde: "Aggiungerei un reddito che viene da attività lecite perché non sono solo quelle lecite che danno un reddito e quindi bisogna dimostrare che si è una persona onesta".
Calderoli osserva che anche il governo francese e quello spagnolo hanno "preso una linea "estremamente rigida nei confronti dell'immigrazione e di contrasto a quella clandestina. E' un problema che deve essere affrontato finalmente anche in casa nostra al di fuori di ogni ideologia politica".
Il nuovo Governo
Copyright © 2008 Yahoo! Tutti i diritti riservati.