BEIRUT (Reuters) - Gruppi di sciiti fedeli al movimento di Hezbollah si sono scontrati oggi con militanti drusi filogovernativi nelle montagne a est di Beirut, contribuendo a peggiorare l'attuale crisi, la più difficile dalla fine dell'ultima guerra civile nel 1990.
I combattimenti avvenuti nella cittadina di Aley, nelle montagne alle spalle della capitale, sono solo gli ultimi episodi di violenza registrati fra i seguaci del partito di dio, appoggiato da Siria e Iran, e i sostenitori del governo in carica, a maggioranza sunnita e sostenuto dagli Stati Uniti.
Negli ultimi scontri sono morte almeno cinque persone e ne sono state ferite 12, portando il bilancio complessivo delle vittime dall'inizio delle ostilità in Libano a 46 vittime e 132 feriti.
La notte scorsa sono anche divampati combattimenti a Tripoli, la seconda maggiore città del paese dei cedri.
I disordini sono iniziati mercoledì scorso, dopo che il governo ha deciso di smantellare la rete di telecomunicazioni di Hezbollah e di rimuovere il capo della sicurezza dell'aeroporto, vicino al partito di dio, provocandone la reazione violenta.
In pochi giorni il movimento sciita ha dimostrato la sua superiorità militare scacciando i combattenti filogovernativi da vari quartieri della capitale.
Dalla prova di forza fra la fazione filogovernativa e quella vicina all'opposizione, il cui gruppo più rappresentativo è quello di Hezbollah, l'esecutivo del primo ministro sunnita Fouad Siniora è uscito molto indebolito mentre il partito di dio guidato da Sayyed Hassan Nasrallah, che da 18 mesi contesta la legittimità costituzionale del governo di Siniora, risulta rafforzato.
INTERVENTO ESERCITO LIBANESE
L'intervento dell'esercito regolare libanese, che fino ad ora ha mantenuto una posizione neutrale, è servito a calmare la situazione, convincendo i militanti di Hezbollah a ritirarsi parzialmente dalle strade di Beirut. In cambio i militari hanno promesso di revocare le decisioni prese dal governo.
Siniora, intanto, ha detto che si incontrerà presto con i suoi ministri per decidere sulle richieste di Hezbollah e sulla promessa dell'esercito di annullare i provvedimenti governativi.
Il destino dell'arsenale di armi in mano al movimento sciita è alla radice della crisi politica che un anno e mezzo fa ha portato all'abbandono del governo degli esponenti sciiti, con la conseguente denuncia di incostituzionalità da parte di Hezbollah.
A Beirut, oggi, centinaia di soldati appoggiati da blindati hanno allestito posti di blocco e hanno preso posizione nella parte occidentale a maggioranza musulmana. In giro non si vedono uomini armati ma bande di giovani hanno mantenuto delle barricate su alcune strade cruciali, assicurandosi che aeroporto e porto di Beirut restino chiusi.
Hezbollah, che dispone di una milizia molto organizzata, ha assicurato di voler porre fine alla sua presenza armata a Beirut.
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