BELGRADO (Reuters) - I serbi votano oggi alle elezioni generali per stabilire se la prospettiva di entrare a far parte dell'Unione Europea sia per loro più attraente della rabbia provocata dalla secessione del Kosovo appoggiata dall'Occidente.
Il Paese è diviso e i due principali concorrenti, i nazionalisti del Partito Radicale e il Partito Democratico filo occidentale, dovranno convincere i partiti più piccoli a formare una coalizione. L'Occidente non ha fatto mistero di sperare nella vittoria dei democratici.
"Questa elezione è un referendum per stabilire se lasceremo andar via il Kosovo o se combatteremo per esso, questa è l'unica ragione per cui vado a votare", ha detto un belgradese 50enne prima di andare al seggio.
I radicali sostengono che negli otto anni dalla caduta di Slobodan Milosevic, l'accondiscendenza all'Occidente e le riforme economiche hanno portato ai serbi solo povertà e umiliazione.
I radicali vogliono congelare il processo di adesione alla Ue, cercare altrove investimenti e rapporti commerciali, in particolare con la Russia, ristabilire l'orgoglio nazionale e andare avanti a rivendicare alla Serbia l'ex provincia del Kosovo che nel febbraio scorso si è dichiarata indipendente, con il supporto della Ue.
I democratici sostengono invece che l'unico modo di attrarre i tanto necessari investimenti, creare nuovi posti di lavoro e far alzare gli standard di vita precipitati durante l'isolamento che accompagnò l'era Milsoveic, è l'adesione alla Ue.
I democratici hanno cercato di unire una ferma opposizione alla secessione del Kosovo all'offerta di rapporti di amicizia con i paesi occidentali che l'hanno sostenuta.
I serbi aventi diritto al voto sono circa 6,7 milioni, fra i quali la minoranza serba in Kosovo. I seggi elettorali chiuderanno alle 20 di stasera.
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